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2304, 2015

Sei storiche piazze da vedere a Roma

Spazio di aggregazione per eccellenza di ogni centro abitato, da sempre cuore pulsante della vita sociale, nucleo storico verso il quale convergono le strade principali della città coi loro edifici: la piazza. Se c’è una città italiana ricchissima di spazi di questo tipo, piazze suggestive e caratteristiche, è proprio la Città Eterna, Roma.

Tra le piazze più belle della città c’è sicuramente Piazza del Popolo. Anticamente, la famosa Porta del Popolo, un tempo detta Porta Flaminia, era uno dei punti di accesso principali alla città. La Porta del Popolo si apre ancora oggi su questo spazio urbano di forma ellittica sempre popolato dai tanti visitatori che giungono ogni anno nella Capitale.

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo, 1890/1900

Il suo nome è legato alla presenza della chiesa neoclassica di Santa Maria del Popolo che ospita opere d’arte particolarmente importanti, come le due tele di Caravaggio dal titolo La Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro.

La fisionomia della piazza, con il suo effetto scenografico ed armonioso, e i suoi monumenti sono opera dell’architetto Giuseppe Valadier al cui genio si devono molti punti di interesse romani. Chi giunge in Piazza del Popolo resta poi colpito dalla presenza di un obelisco imponente, l’obelisco Flaminio, costruito sotto il regno del faraone egizio Ramesse II e attualmente collocato al centro dello spazio. Sotto il profilo urbanistico, la piazza rappresenta un punto di snodo importante. Da qui si diramano varie strade particolarmente frequentate: via del Babuino, Via di Ripetta, via del Corso.

Piazza San Pietro

Giovanni Battista Piranesi, Vedute di Roma. Piazza San Pietro.

Tra le piazze più celebri di Roma e del mondo c’è anche Piazza San Pietro, situata proprio davanti alla Basilica omonima, sorta per ricordare il primo papa cristiano, il martire Pietro. Questo è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti per la comunità cristiana, e proprio la piazza accoglie fedeli, turisti, appassionati di arte e architettura. Fu il Bernini a progettare la piazza con il suo meraviglioso colonnato nel corso del Seicento.

Anche qui, come in Piazza del Popolo, si resta colpiti dalla presenza di un imponente obelisco, l’obelisco di Eliopoli, e di due fontane, il cui stile si integra perfettamente alla fisionomia complessiva della piazza.

Campo de Fiori

Statua di Giordano Bruno a Campo de Fiori.

Esiste una piazza meno nota rispetto alla precedente, che non ospita edifici di culto cristiano bensì un monumento dedicato a un filosofo. Si tratta di Campo de’ Fiori e il filosofo in questione è il frate domenicano vissuto nel Seicento Giordano Bruno.

Fu condannato a morte per eresia e la sua esecuzione avvenne proprio in questo luogo. Oggi Campo ‘de Fiori è un luogo caratteristico, che ospita un mercato rionale di generi alimentari, ed è frequentato soprattutto di sera, quando i tanti visitatori, ma anche studenti fuorisede, trascorrono del tempo nei locali che costellano la piazza e le zone limitrofe.

Un’altra importante piazza della Capitale è Piazza Navona. A colpire è in questo caso la bellezza degli edifici, la fisionomia estetica di un luogo progettato all’insegna dello stile barocco.

Piazza Navona.

Piazza Navona.

La Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, la Fontana del Moro, la Fontana del Nettuno, ma anche la Chiesa di Sant’Agnese in Agone legata invece al genio del Borromini sono tra i monumenti che rendono la piazza così celebre sotto il profilo artistico e culturale.

Durante il periodo natalizio questo spazio urbano diventa particolarmente affollato per via delle numerose bancarelle che presentano al pubblico i prodotti tipici di questa festività oltre ai consueti souvenir. Qui si esibiscono artisti di strada e ritrattisti che riproducono scorci della piazza, oltre a realizzare ritratti e caricature su misura ai turisti.

Piazza del Quirinale

Giovanni Battista Piranesi, Vedute di Roma. Piazza del Quirinale.

Com’è noto, uno dei colli più elevati della città di Roma è il Quirinale. Oggi questo luogo importante per la vita politica del Paese, ospita il Palazzo del Quirinale, la sede ufficiale del Presidente della Repubblica, nello stesso spazio che un tempo fu residenza dei papi. Anche qui, in Piazza del Quirinale, è presente un obelisco accanto a un gruppo scultoreo in marmo di grande rilievo artistico dedicato ai Dioscuri Castore e Polluce con i loro cavalli. Non è un caso se anticamente questa piazza era denominata Piazza di Monte Cavallo per via di questo monumento caratterizzante.

Piazza di Spagna

Giacomo Brogi, Chiesa della Trinità dei Monti (Piazza di Spagna).

Chi visita Roma non può non visitare la meravigliosa Piazza di Spagna, di recente al centro di episodi spiacevoli collegati alla fontana “La Barcaccia”, la quale è stata colpita da atti vandalici.

Piazza di Spagna sorge alla base della scalinata di Trinità dei Monti sempre affollata ad ogni ora del giorno. Proprio la Fontana della Barcaccia progettata da Pietro e Gian Lorenzo Bernini in memoria di un’alluvione che colpì la città nel Cinquecento è uno dei monumenti più belli di questo spazio urbano in cui si concentra il flusso di turisti della Capitale in ogni stagione dell’anno.

Qui sorgono locali, bar storici, e da qui si irradiano le vie più caratteristiche di Roma, che ospitano numerosi negozi e boutique dedicate al mondo dell’alta moda.

2304, 2015

Tutti i rioni del centro storico di Roma

Sin dai tempi dell’Impero Romano, la città capitolina è stata suddivisa dalle autorità in differenti zone – dette in latino regiones – che col passare del tempo sono aumentate in numero, seguendo quindi l’espansione della città. Ció è avventuo in maniera regolare fino al 1921, quando in totale vennero definiti 22 diversi rioni. Come si puó intuire, il termine stesso “rione” deriva dall’appellativo latino originario, di cui costituisce uan volgarizzazione.

Colosseo

Il Colosseo si trova nel rione Celio

Ogni rione ha delle caratteristiche proprie che determinano spesso il nome che gli è attribuito:

  1. Monti: il nome deriva dai tre colli su cui si estende (Esquilino, Viminale e Celio). Si tratta di un rione molto vasto, che custodisce alcuni dei più interessanti resti dell’antica capitale, oltre che ad alcuni dei piú evidenti e ormai rari resti della città medioevale (le case-torre)
  2. Trevi: deve il nome al latino trivium, che indicava l’incontro di tre vie nella piazzetta dei Crociferi, situata non lontano dall’attuale Fontana di Trevi. La città medievale prese origine proprio da questa zona.
  3. Colonna: come è facile immaginare, il nome deriva dalla presenza della Colonna di Marco Aurelio posta appunto in Piazza Colonna. 
  4. Campo Marzio: dell’antico Campo Marzio, che si estendeva anche sull’attuale rione Pigna, non resta piú molto a parte il nome e la presenza di aree verdi (il Pincio).
  5. Ponte: deve il suo nome al ponte sant’Angelo, originariamente appartenuto al rione fino a quando fu incorporato, per volonta di papa Sisto V, al neonato rione Borgo. Si tratta del rione piú densamente abitato in età antica, ed anche l’unico che abbia mantenuto una presenza abitativa ininterrotta dalle origini della città ad oggi
  6. Parione: a questo rione appartengono le famose piazze Navona e Campo de’ Fiori. In tempi antichi era molto ricco di monumenti celebrativi e proprio a questi deve il suo nome (dal latino pares che significa “muro”)
  7. Regola: contrariamente a ció che si penserebbe, il nome del rione deriva dal latino arenula, ad indicare i depositi di sabbia che si creavano lungo il Tevere, che lo costeggia per tutta la sua lunghezza.
  8. Sant’Eustachio: la caratteristica piazza da cui prende il nome è all’origine anche della densa urbanizzazione avenuta in questa zona già in tempi antichi.
  9. Pigna: l’origine del curioso nome è da attribuire al ritrovamento del gigantesco pignone situato in tempi medioevali presso le Terme di Agrippa.
  10. Campitelli: si tratta probabilmente del rione piú turistico e frequentato, nonostante sia il meno popolato. Ció avviene a causa delle molte realta istituzionali presenti, a cui si annettono il Campidoglio ed il Foro Romano. Il nome deriva probabilmente dal latino campus telluris, cioé campo sterrato.
  11. Sant’Angelo: questo rione, che ospita il ghetto ebraico, è il piú piccolo di Roma e deve il suo nome alla chiesa di Sant’Angelo in Pescheria.
  12. Ripa: il nome suggerisce la localizzazione, presso la riva del Tevere in prossimità dell’Isola Tiberina.
  13. Trastevere: uno dei rioni piú conosciuti, soprattutto per la sua vita notturna. Sin dall’antichità la riva destra del Tevere ospitó le principali botteghe ed era uno dei cuori della vita commerciale cittadina.
  14. Borgo: localizzato sulla sponda destra del Tevere, ha la caratteristica tipicamente medievale di denominare le proprie vie “borghi”.
  15. Esquilino: la fondazione dell’Esquilino data al 1870 e deve il nome al colle su cui si estende. In tempi antichi questa zona era situata fuori dalla cerchia muraria, fina a quando venne annessa alla città in età augustea. Il nome deriva dal latino ex colere, letteralmente “abitare fuori”.
  16. Ludovisi: La Dolce Vita di Fellini ha contribuito a rendere conosciuto agli occhi del mondo intero il rione Ludovisi, che nel Rinascimento ospitó numerose ville nobili, fra cui Villa Ludovisi.
  17. Sallustiano: degli Horti Sallustani, i sontuosi giardini edificati dall’imperatore Sallustio nel I secolo a.C, non resta che il nome. Si situa sulla parte settentrionale del colle del Quirinale.
  18. Castro Pretorio: caratterizzato dalla presenza della stazione Termini, ospita importanti arterie di comunicazione e commercio.
  19. Celio: mondialmente conosciuto come il rione che ospita il Colosseo, ricorda con il suo nome la presenza dei legionari africani guidati da Scipione, stazionati sul colle Celio.
  20. Testaccio: deve il nome al monte testaceus, un enorme accumulo di detriti dovuti al porto di Ripa grande in età antica.
  21. San Saba: il rione di piú recente denominazione (anche se si trattava di un borgo già urbanizzato) e ospitava l’omonimo monastero che per secoli costituí l’unica presenza abitata.
  22. Prati: in epoca imperiale questa zona ospitava vigneti e campi coltivati, i cosiddetti horti. E’ adiacente al Vaticano.

Tutti gli stemmi dei ventidue rioni di Roma

2104, 2015

Come conviene muoversi a Roma

Roma è una città bellissima ed offre molti vantaggi a chi la vive per un periodo più o meno prolungato ma non è sicuramente una città in cui gli spostamenti sono facili. Il traffico spesso impazzito, le manifestazioni o i cortei in centro, la pioggia che a volte basta a mandare tutto in tilt ed una rete di trasporti pubblici non proprio organizzata alla perfezione possono rendere molto difficoltosa la vita ai romani che devono spostarsi ogni giorno in giro per la Capitale.

macchina a Roma

E se è un romano a stressarsi figuriamoci un turista o una persona che si trova nella città eterna in viaggio-studio o per motivi lavorativi ma proviene da altre realtà. Sicuramente un requisito fondamentale, soprattutto in alcune giornate, è armarsi di tanta pazienza, capacità di adattamento e respirare (non lo smog)!

Quali soluzioni si possono adottare per muoversi a Roma e rendere gli spostamenti meno problematici (comunque state tranquilli, ce la potete fare con successo e sarete anche fieri di voi stessi dopo aver superato la prova “muoversi a Roma”)?

      Trasporti pubblici: nota dolente, sono la “croce” di ogni romano che si rispetti ma il loro utilizzo a volte è utilissimo ed obbligato dalla comodità e dalla mancanza di parcheggio se ci si muove in macchina. La metropolitana (a Roma al momento ci sono 2 linee: A e B che si dirama in B1) è sicuramente il mezzo più rapido e veloce: se non ci sono guasti o scioperi (a volte capitano ma non vi spaventate) i tempi di attesa sono brevi e si arriva dal centro alla periferia molto velocemente. Gli autobus e i tram impongono a volte tempi di attesa un po’ più lunghi e scorte di pazienza per affrontare i ritardi (ma con un libro e la musica nelle cuffiette tutto passa prima e si affronta meglio) ma collegano zone della città non raggiunte dalla metropolitana. Il biglietto in entrambi i casi è di 1,50€.

    vespa

  • Motorino: il mezzo migliore, se guidato con attenzione e prudenza, per svicolare nel traffico con agilità, non restare bloccati in lunghe file e parcheggiare facilmente senza ricerche stressanti. Se non ne avete uno vostro ci sono vari centri sparsi per la città dove poter affittare un motorino per una giornata o per un periodo prolungato.
  • Car 2 go: una novità introdotta da poco in varie città italiane, in forte espansione e di grande utilità. Cos’è? Si tratta della possibilità di affittare una macchina (molto spesso una piccola e pratica Smart) parcheggiata in vari punti della città vicini a dove ci si trova in quel momento, utilizzarla per la quantità di tempo necessaria e poi parcheggiarla nuovamente per renderla disponibile ad altre persone. Un modo pratico, veloce ed economico di muoversi in auto per la città, comodo anche se non si dispone di una propria macchina a Roma. Per utilizzarlo basta registrarsi ricevendo poi una tesserina oppure utilizzare l’app per smartphone.

traffico Roma

Con pazienza e spirito di adattamento anche Roma può diventare una città facile in cui muoversi…sempre se non piove!

2803, 2015

Cinque consigli per vivere a Roma nel migliore dei modi

Roma è considerata una delle più belle città del mondo. Storia, arte, cultura, divertimento si incontrano in questo luogo dando vita a uno scenario unico. Il clima, i paesaggi, le vedute sono alcuni tratti caratteristici di una città che ingloba i famosi “sette colli” sviluppandosi non in maniera piana ma con diversi dislivelli.

vacanza a roma

Poter vivere e risiedere nell’urbe per qualche tempo rappresenta una grande opportunità per fare letteralmente un viaggio a ritroso nel tempo, e contemporaneamente, imparare l’italiano, accanto alle tradizioni del Paese. Se sei già stato a Roma ti sarai senz’altro accorto che la vita di questa città è unica nel vero senso della parola! Come orientarsi in questa grande città, coi suoi quartieri, i suoi vicoli, le sue abitudini, e gli aspetti anche meno piacevoli legati alla vita urbana?

  1. Roma e il traffico. Come ogni grande città, anche Roma non è immune al fattore traffico. Quindi, supponiamo che tu abbia un appuntamento e devi servirti dei mezzi pubblici. Cerca di organizzarti in anticipo soprattutto se devi attraversare la città. Questa regola vale ancor più se il tempo minaccia pioggia o se sta diluviando. In questo caso, armati di pazienza e determinazione, e se proprio non ce la fai, forse chiamare Noé con la sua arca potrebbe essere un’idea! Scherzi a parte, ricordati che la stazione Termini rappresenta il punto di raccordo delle linee della metropolitana e in generale la zona da cui partono i collegamenti principali. Se devi prendere l’auto, giocare in anticipo è d’obbligo. Roma è una città in cui il traffico soprattutto nelle ore centrali della giornata potrebbe rivelarsi ingestibile. Quindi, valuta bene se sia il caso di guidare o di prendere i mezzi, o anche, perché no, affittare una bella bicicletta e spostarsi così!
  2. caffe

  3. Il caffè! In Italia, come potresti non cedere al fascino di un buon espresso? Ricordati dunque che a Roma un caffè coi fiocchi è una pausa fondamentale oltre che un’abitudine diffusa tra tutti gli italiani. Lasciati guidare dal profumo dei chicchi di caffè e scopri una caffetteria caratteristica in cui fare una sosta. I costi di un caffè? Dagli 80 centesimi circa a seconda della caffetteria o bar in cui ci troviamo. Se chiedi “un caffè”, ti sarà servita la classica tazzina. Quindi se preferisci un caffè “lungo”, “macchiato” (con aggiunta di latte”), o se desideri un “cappuccino”, specifica sempre al bancone la tipologia di caffè che desideri.
  4. La cucina tradizionale. La dimensione culinaria autentica di una città si scopre quasi sempre in zone non eccessivamente turistiche ma in trattorie più tipiche, magari in qualche bel vicoletto storico. Famosi sono alcuni piatti romani come la Amatriciana o la Carbonara, due primi piatti conosciutissimi, o i famosi Carciofi alla Giudia. Se ci troviamo in una trattoria, un consiglio non ti sarà mai negato dal personale, anzi! I romani sono molto disponibili e solari, lasciati consigliare direttamente dallo chef!
  5. Pasta alla Carbonara

    Un piatto di pasta alla Carbonara

  6. Le zone da evitare. Il sabato sera è arrivato e desideriamo uscire dopo una settimana di studio o lavoro. Cosa fare ma soprattutto quale quartiere evitare soprattutto se facciamo tardi? Come tutte le grandi città esistono dei quartieri meno frequentati e che dopo un certo orario potrebbero rivelarsi un po’ pericolosi, come accade per ogni città del mondo. Il consiglio è di chiamare un taxi e farsi lasciare nei pressi del proprio domicilio se ci rendiamo conto di aver tardato. Zone molto periferiche, situate ai capolinea della metro, o proprio all’estrema periferia sono un po’ più critiche. Anche la zona che circonda la stazione Termini potrebbe risultare rischiosa se siamo da soli ed è tardi. Qualche malintenzionato lo si può incontrare sempre purtroppo in ogni zona della terra. Valgono gli stessi consigli che dovremmo seguire se ci trovassimo in una grande città. Prudenza, dunque, soprattutto se siamo in piena notte.
  7. Il relax. Abbiamo studiato tutta la settimana o lavorato duramente. Abbiamo bisogno di rigenerarci, di passeggiare, farci una corsetta nella natura, ammirare un bel paesaggio. Saliamo sulle Terrazze del Pincio, addentriamoci in Villa Borghese, o anche a Villa Torlonia, dove c’è una bellissima vegetazione, e potremo passeggiare tra qualche rovina architettonica molto caratteristica, legata alle vicende storiche di quest’area senza tempo.

Insomma, questi sono solo alcuni piccoli suggerimenti pensati per vivere a Roma nel migliore dei modi, dalla gestione pratica della vita cittadina ai momenti di relax. Lasciamoci guidare dall’istinto, scopriamo i posti che ci trasmettono emozioni positive, e chiediamo tranquillamente dei consigli ai nostri nuovi amici, ai docenti dei nostri corsi di lingua, e prepariamoci a vivere un’esperienza indimenticabile!

2503, 2015

Il Rione monti. I luoghi da visitare

Roma, la Città eterna, è un luogo ricco di sorprese e di fascino. Le epoche storiche si sono succedute stratificandosi, lasciando una traccia indelebile del passaggio di popoli e culture. Ancora oggi, visitare questa città è un’esperienza meravigliosa. Persino gli scorci meno noti, i quartieri più lontani dal centro possono riservarci qualche piccola sorpresa.

Tra le varie zone della città, il Rione Monti, è un luogo ricco di attrazioni, che ospita gallerie d’arte, bar, locali, trattorie, stradine, dove gustare le specialità gastronomiche romane. Eppure un tempo questo quartiere era poco tenuto in considerazione dagli abitanti di Roma in quanto ritenuto una zona degradata della città. Oggi non è più così, anzi, la situazione è nettamente differente tanto che il quartiere potrebbe essere definito tra i più cool della città e amato persino dalle celebrità. Gallerie d’arte, botteghe, vinerie impreziosiscono le strade di questo luogo, che vanta anche di una discreta vita notturna!

Via Panisperna

Via Panisperna

Il nome del quartiere deriva dal fatto che con l’espressione lì monti si indicava una zona di Roma che comprendeva il colle Esquilino, il Viminale, una parte del Quirinale, del Celio sino alle Mura Aureliane. Anche se oggi alcune di queste zone sono escluse da questa suddivisione topografica, il nome è rimasto invariato.

Il Rione Monti è anche uno dei quartieri più antichi della Capitale e un tempo era densamente popolato. Si presenta come una zona molto eterogenea in quanto ha subito vicissitudini diverse nel corso della storia. Per esempio, nonostante il suo enorme sviluppo in età romana, durante il medioevo, un danneggiamento dell’acquedotto che riforniva quest’area urbana, provocò un arresto dell’urbanizzazione, che riprese poi in età moderna perdurando sino ad oggi.

Piazza Madonna dei Monti

Piazza Madonna dei Monti

Si presenta attualmente come un quartiere ricco di viuzze, stradine, e palazzi piuttosto alti e risalenti a epoche e stili diversi. Via del Boschetto, via Urbana, via Baccina sono alcune di queste stradine caratteristiche, mentre, Piazza degli Zingari è con Piazza Madonna dei Monti una delle zone più popolate.

Appunto, Piazza Madonna dei Monti ospita l’omonima chiesa che nel XIII secolo era un monastero che ospitava una comunità di clarisse. La zona che poi divenne edificio di culto era originariamente un fienile, e la modifica nel suo utilizzo è dovuta a un episodio curioso. Alcuni operai che lavoravano nelle sue vicinanze udirono la voce che pregava loro di non far male al bambino.

Proprio qui fu scoperto un affresco che rappresentava la Vergine con il Bambino e che oggi occupa la zona dell’altare. La chiesa fu progettata dal famoso Giacomo della Porta nel XVI secolo ed è ritenuta un vero e proprio capolavoro architettonico a due ordini. 
Qui sorge anche una fontana caratteristica nota come Fontana dei Catecumeni in quanto vicina al Collegio dei Catecumeni, un palazzo seicentesco che sorge nelle vicinanze della piazza. Fu progettata sempre da Giacomo della Porta su commissione di papa Sisto V.

Il colosseo visto da via degli Annibaldi

Il colosseo visto da via degli Annibaldi

Un’altra chiesa particolarmente interessante è la Basilica di Santa Prassede datata al I secolo d.C. La chiesa è a tre navate suddivise da colonne e pilastri e ospita mosaici meravigliosi, e tutti gli appassionati di arte dovrebbero visitarla almeno una volta nella loro vita. La tematica sviluppata dai mosaici del catino absidale è quella apocalittica, con il Cristo con aureola dorata e il rotolo, gli agnelli, san Paolo, Santa Prassede, la città di Gerusalemme.

La torre delle milizie

La torre delle milizie

Accanto a questi edifici di culto, palazzi, e stradine, esistono anche altri luoghi di interesse culturale. Tra questi i vari teatri del rione sono tra i più famosi della città. Il teatro Eliseo e il teatro dell’Opera sorgono proprio nei pressi del quartiere, e in generale, questo rione dista davvero poco dalle maggiori attrazioni della città. Da qui è tutto raggiungibile in maniera agevole, quindi, anche attraverso una semplice passeggiata possiamo ammirare monumenti e siti di interesse.

Una curiosità legata al quartiere è il fatto che sembra essere particolarmente amato dai personaggi dello spettacolo. Quindi se dovessimo recarci in zona potrebbe capitare, magari mentre facciamo shopping nei vari negozi o botteghe artigianali, o mentre sorseggiamo un buon caffè in uno dei bar, di incontrare un personaggio del mondo dello spettacolo!

1903, 2015

Il Mosè di Michelangelo in S. Pietro in Vincoli

All’inizio del Cinquecento Michelangelo si era già affermato, fra Roma e Firenze, come un giovane artista capaci di eccezionali prodezze. Aveva infatti già scolpito la Pietà, all’età di soli 23 anni, ed il David. Dopo il primo soggiorno romano e la serie di opere fiorentine, la sua fama era dunque all’apice, come conferma il Vasari che nelle Vite scrive: “era talmente la fama di Michele Agnolo per la Pietà fatta, per il gigante di Fiorenza e per il cartone nota, che Giulio II Pontefice deliberò fargli fare la sepoltura”.

Michelangelo-Tomba-di-Giulio-II

L’incarico di lavorare alla tomba di Giulio II – che non la vedrà mai compiuta perchè morirà nel 1513 – viene dato a Michelangelo nel 1505, ma per una serie di complesse vicende porta la data di fine dei lavori al 1545. Nel frattempo Michelangelo dipingerà la volta della Sistina (1508-1512) su incarico sempre di Giulio II (che muore nel 1513), realizzerà le meravigliose tombe medicee e attenderà ai lavori della sagrestia nuova di San Lorenzo in Firenze (1520-1534), oltre a dipingere il Giudizio universale della Cappella Sistina (1535-1541). Il progetto definitivo della sepoltura di Giulio II, comunque, fu molto ridimensionato rispetto a quello originario: dall’idea di un colossale mausoleo che avrebbe dovuto contenere più di quaranta statue si arrivò, dopo sei diversi progetti, a scegliere un monumento parietale con sette statue di cui solo tre appartenenti alla mano dell’artista aretino.

Egli visse la commissione a questo lavoro con grande ansia e pressione psicologica, tanto da definirlo una “tragedia”: le maldicenze, le invidie e le accuse che l’ambiente romano gli scagliò addosso durante tutti gli anni di lavoro gli costarono caro in termini morali e psicofisici.

Sebbene ridimensionata, la sepoltura papale mantiene una linearità compositiva notevole e, sebbene al tempo fosse stata aspramente criticata per non sembrare degna di un Papa, conferma l’eccellenza di Michelangelo. Oggi si conferma come una delle opere chiave per comprendere non solo l’opera del grande artista aretino, ma l’intero Cinquecento: un periodo artistico fortemente legato alle vicissitudini politiche e religiose della transizione dalla riforma alla controriforma del Concilio di Trento.

Uno degli elementi che contribuisce in maniera sostanziale alla coerenza dell’intero lavoro è sicuramente il Mosè, tanto da essere diventato sinonimo stesso di quella sepoltura che avrebbe dovuto esclusivamente decorare. I lavori sulla statua furono iniziati nel 1514, all’alba del secondo progetto per la tomba papale, che era stato siglato l’anno precedente. Venne poi collocata nella versione definitiva al centro dell’ordine inferiore del monumento stesso, mentre in origine avrebbe dovuto situarsi in posizione sopraelevata.

Molto è stato detto e scritto sopra questa opera somma. Storie, testimonianze, analisi e leggende si sovrappongono e contribuiscono a renderla uno dei lavori più ricchi di significato fra tutta l’opera di Michelangelo. Parlarne significa non solo darne una descrizione formale, ma anche ripercorrere secoli di contributi critici che si accavallano, rinforzano e negano l’uno con l’altro. Per iniziare, si può affermare che il Mosè michelangiolesco non è certamente quel Mosè biblico che, secondo l’Antico Testamento, aveva un carattere collerico e che scagliò a terra le tavole della legge appena ricevute da Dio dopo aver visto gli ebrei che, stanchi di attenderlo, avevano iniziato ad adorare un vitello d’oro.

Secondo Freud, che rimase folgorato dalla statua, il Mosè di marmo rappresenta un uomo combattuto fra irruenza e fermezza interiore, non certo in preda all’ira. Anzi, la collera è stata vinta dalla fermezza e produce un atteggiamento di dolore misto a disprezzo. Ma le interpretazioni possono essere molteplici e quella di Freud appare dopotutto vittima di qualche deformazione professionale.

In ogni caso, la forza della sua espressione è tale che, stando a quanto riporta il Vasari, moltissimi ebrei romani affollavano la basilica per ammirarlo nonostante si trattasse di un edificio di culto cattolico. La barba folta e meravigliosamente scolpita nel marmo, lo sguardo severo e vigoroso, le grandi mani che richiamano fortemente quelle del David fiorentino e, soprattutto, la torsione del corpo: Mosè appare colto nell’istante immediatamente successivo a qualche impulso che lo ha distratto da una profonda riflessione. Sembra sul punto di scattare in piedi, creando un senso di riverenza e di timore nei confronti, se non del personaggio biblico, dell’opera d’arte stessa.

Mosè-di-Michelangelo-Corna

Le corna che invece tanto incuriosiscono chi si avvicina per la prima volta alla statua, e che sembrano inspiegabili, sono in realtà parte del tradizionale corredo iconografico che accompagna la rappresentazione di Mosè e che trovano origine nella traduzione di San Girolamo del testo dell’Esodo. In origine, infatti, il testo biblico descriveva Mosè circonfuso di raggi luce dopo aver ricevuto le tavole: la traduzione successiva interpretò la parola “raggi” (karan) con “corna” (keren).

Il fatto che questa caratteristica fosse una consuetudine ripetutamente utilizzata al tempo di Michelangelo è confermato da una lettura del Condivi: “ha, secondo che descriver si suole, le due corna in capo, poco lontane dalla sommità della fronte”.

Si dice che Michelangelo, dopo aver terminato il lavoro, in un momento di contemplazione e di momentanea estraniazione – forse in preda a ciò che Kant avrebbe due secoli dopo definito sublime – gridò alla statua: “Perchè non parli?”, colpendone il ginocchio col martello.

Anche se sulla veridicità di questo aneddoto c’è molto da dubitare – profuma troppo di solenne esaltazione del genio di tipo romantico per sembrare verosimile – il grande realismo dell’opera, unito a quel senso di riverenza solenne di cui abbiamo parlato, lascia intendere le ragioni del gesto leggendario.

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